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Quantistica

La mente come alleata

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Se impariamo a comprendere le caratteristiche e le potenzialità della mente, potremo farne un’alleata per favorire il nostro progresso e l’armonia nel mondo: è esperienza di tutti che il pensiero originato dalla mente, se pur così impercettibile, labile e sfuggente, è l’elemento più potente delle nostre vite.

Il dominio della mente determina la coscienza con cui si svolgono le azioni e la loro efficacia nel mondo; il pensiero appare pertanto collegato a qualità come consapevolezza, stabilità, chiarezza interiore, buona disposizione d’animo, fermezza di proposito. Se vorremo ottenere risultati efficaci, i primi requisiti che dovremo ricercare in qualsiasi azione sono pertanto quelli che si riferiscono alle condizioni della sua ideazione nella mente e alla presenza, alla vigilanza e all’attenzione, cioè all’essere in quel luogo e in quel momento pienamente, con la totalità di noi stessi.

Da questa considerazione deriva l’esigenza di sviluppare la capacità della concentrazione, cioè di poter volontariamente orientare il pensiero in una sola direzione, senza permettere alcuna distrazione all’automatismo e all’inerzia della mente. I saggi orientali affermano che la mente dell’uomo comune somiglia ad una scimmia impazzita che salta da un ramo all’altro dell’albero; affinché quindi il pensiero diventi armonico, direzionato, potente e capace di creare, è necessario che essa diventi tranquilla come un lago in cui possano specchiarsi i monti.

Possiamo immaginare la concentrazione come la funzione di un faro che volge i suoi fasci di luce su di un dato punto; allo stesso modo le nostre azioni possono essere incisive, e riescono a sprigionare “luce”, se rivolgiamo ad ogni atto, fisico e mentale, tutte le nostre facoltà coscienti.

Questo tipo di attenzione, necessario per ogni opera utile e creativa, può essere sviluppato con l’esercizio costante – la disciplina – fino a diventare un’abitudine ovvia e necessaria. Si potrà sperimentare, così, la sensazione di dominare i propri pensieri, invece che esserne dominati, e di indirizzare secondo la propria volontà, capacità ed energie adeguate al raggiungimento di obiettivi, prima ritenuti troppo distanti o troppo elevati.

L’ osservazione è scarsamente praticata da molti; eppure anch’essa è alla base di tante realizzazioni. L’artista, lo scrittore, il creativo attingono dall’osservazione della realtà elementi di verità e di bellezza che sfuggono a molti; e l’interesse peculiare e la cura dei particolari che mettiamo nei nostri rapporti con gli altri arricchiscono la nostra esperienza.

Dalla pratica dell’attenzione focalizzata e dell’osservazione si ricavano una percezione di maggiore potere sulla proprie vicende personali, un’accresciuta autostima e un più profondo “senso della Vita”. Ci si assume anche una più estesa e sentita responsabilità dei propri pensieri, poiché si comprende più chiaramente che da essi originano le azioni. L’essere responsabili ora non viene più sentito nell’accezione comune e profana di “portare un peso”, ma è inteso sempre più spesso nell’originario senso etimologico di “essere abili alla risposta” nei confronti di noi stessi e del gruppo umano di cui sentiamo far parte.

Con l’ immaginazione creativa – che non è vano fantasticare ma è la capacità di vedere nella mente il futuro da realizzare – “faremo le prove” di ciò che vogliamo ottenere; ci sentiremo, così, più preparati per il momento in cui i nostri progetti si attueranno. Si consolida in tal modo una visione più fiduciosa dell’avvenire, che appare invitante perché ricco di promesse realizzabili e di obiettivi raggiungibili, attraverso la padronanza dei propri sempre più idonei strumenti mentali.

Potremo giungere, così, attraverso la costante pratica dell’attenzione, dell’osservazione, della vigilanza, della concentrazione, della meditazione – e soprattutto dell’immaginazione creativa – all’Intuizione; coglieremo prontamente il senso delle cose senza passare attraverso ragionamenti e prove, vedremo, sapremo e faremo con immediatezza e contemporaneità, poiché il nostro percorso apparirà inequivocabilmente chiaro davanti a noi.

Ne nascerà un’espansione di coscienza che renderà tutto intorno a noi più significativo e degno di essere attraversato, poiché si riveleranno lo spessore interno ed il messaggio di ogni vicenda; il loro nuovo significato e il loro più alto valore potranno ora entrare a far parte – e a buon diritto poiché assimilati ed interiorizzati – del “sedimento” della nostra esperienza di vita.

Tratto da: “Sul Sentiero I: Dalla divina inquietudine alla Gioia” di Mariabianca Carelli

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